Quella notte la luna non c'era.
L'ombra, si aggirava tra i pini e le lapidi, piene di nomi, immagini e date che oramai facevano parte del passato.
Lo strano essere, veniva dal passato...
Un passato fatto di millenni, di sofferenze.
Silenzioso scrutava il cielo e fiutava l'aria alla ricerca del piacere.
Il suo piacere...gli esseri umani.
Si librò nell'aria gelida di quella notte del tredici dicembre.
L'unico giorno dell'anno che gli era permesso di uscire dalle tenebre.
Volava inebriandosi alla libertà concessagli, per così poco tempo dal suo padrone.
Ogni anno, era riuscito a portare a termine la sua missione...
L'anima di un essere maledetto da Dio e dagli uomini.
Groccio si aggirava furtivamente nel dormitorio delle suore, era entrato di nascosto, aiutato dal suo corpo tortuoso e viscido.
Notò Agnese(la novizia)che dormiva con un espressione molto beata.
La coprì con il suo mantello, dopo averla narcotizzata e la portò via con se.
L'avrebbe condotta nella sua tana, e avrebbe potuto sfogare ogni suo desiderio con l'innocenza della giovane.
Bearn aveva seguito tutta la scena, aspettò che Groccio uscisse dal dormitorio e lo seguì silenziosamente.
Quando distese la ragazza sul misero e lercio giaciglio, per approfittare del corpo esanime...Bearn piombò su di lui come il falco sulla preda, e lo colpì con un pugnale ricavato da una meteorite.
Groccio colpito a morte si girò verso Bearn, e con un rantolo di voce maledisse, il già maledetto essere...e morì.
Bearn, prese delicatamente la fanciulla e la riporto al suo posto, sul suo letto al dormitorio, fuggì via compiaciuto di aver salvato una così bella figliola.
Che strana creatura del male è Bearn.
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